Un docufilm che racconta dei mestieri che stanno scomparendo, ” Manime”

https://www.produzionidalbasso.com/project/manime/

“Nonostante faccia falegnameria, ho sempre avuto una volontà di fare qualcosa per il quartiere.

Come dicevo, io potrei tranquillamente pensare solo a costruire mobili, invece spendo molto di quello che è il mio tempo per permettere ai ragazzini del quartiere di poter vivere attraverso il gioco l’artigianato e perché’ no imparare il mestiere.

C’è una cosa che dovete assolutamente sapere ed è che quando ero un bambino avevo una voglia pazza di entrare in una bottega per poter osservare un falegname mentre lavorava ma questa cosa mi è sempre stata negata, questo perché’ nel mio vicolo c’era un falegname che ha sempre respinto sia me che gli altri miei amichetti e non ci ha mai dato la possibilità di poter guardare il mestiere.

Oggi sono diventato grande e voglio in qualche modo rifarmi su questa cosa, per questo motivo ho dato vita al collettivo MINIERA insieme a Fabio De Rienzo.” [S.Iodice]

L’impegno principale di Miniera è stato sin da subito quello di aprire le porte del nostro laboratorio ai ragazzini che maggiormente vivono problematiche familiari,  li accogliamo facendogli osservare in che modo noi creiamo le nostre opere d’arte fatte di materiale riciclato , insegnando loro in che modo si possa ottenere un opera d’arte finita e vendibile a costo zero, infatti per attirare i giovani , il nostro collettivo si è posto un obbiettivo che è quello di voler combattere il fenomeno delle strade sporche , in particolare noi odiamo chi abbandona mobili ed ingombranti per le strade, tant’è vero che di questo tipo di rifiuto noi abbiamo pensato di farlo diventare cestini per le carte segnaletiche e panchine per gli anziani.

Ma cosa veniamo a dirvi qua? questo dell’artigianato è per noi dei quartieri spagnoli una vera via d’uscita per non perderci nella criminalità.

Io sono figlio di un tappezziere, ma questo lavoro è quasi completamente scomparso, i miei amici a loro volta sono figli di artigiani e forse proprio questa cosa ci ha fatto venire su con dei valori.Nella città di Napoli in questo momento gli artigiani si contano sulle dita della mano e noi abbiamo pensato che questo fosse il momento adatto per presentarli ad un pubblico attraverso un docufilm che vuole raccontare di queste botteghe che stanno vivendo gli ultimi respiri, come i rilegatori, gli impagliasedie, i cestinari, i ciabattini e via dicendo.

Nell’ultimo periodo stiamo girando con i nostri ragazzi armati di macchina da presa per individuare ed intervistare gli ultimi superstiti per avere le loro storie di vita e farci raccontare il loro mestiere affinché’ si possa attraverso le loro parole tramandare e trasferire la passione per i mestieri manuali non solo ai ragazzi che ci seguono in questa avventura ma anche a tutti coloro che potranno vedere il docufilm MANIME.

L’opera audio-visiva, dal titolo “Manime”, si propone di raccontare, attraverso una serie di interviste a lavoratori artigianali, la storia di una Napoli viva ed operosa, di una città che non si arrende e si dà da fare. L’immagine che proponiamo della nostra città va in totale contrasto con la tendenza odierna di evidenziare ed accentuare aspetti, magari più accattivanti, che catturano l’attenzione di un pubblico desideroso di azione come quella regalata da storie di droga, violenza e criminalità. Storie che, ovviamente, fanno parte della nostra città e in generale della nostra società, ma non danno un quadro completo di Napoli, offrono solo uno sguardo superficiale e a volte sfocato.

Lo scopo del docufilm è appunto quello di risaltare le positività della città anche mettendole in contrasto con gli aspetti negativi in modo da poter mostrare il bello nella bruttezza, la rinascita nel degrado, il voler andare avanti nelle difficoltà.

Per poter giungere allo scopo di cui sopra si è deciso di strutturare il film in questo modo: saranno raccontate nel corso di un’unica giornata (nella cronologia del film) le storie di alcuni lavoratori artigianali in un modo tale che il trascorrere del tempo del giorno possa essere metafora del trascorrere degli eventi della vita; al mattino si racconterà di giovani che si sono messi in gioco per arrivare alla sera dove a parlare saranno persone anziane. La scena finale sarà in totale contrasto con il resto del film, rappresenterà la sera e la voglia di rinascere. In questa scena protagoniste saranno tre donne impegnate in pose artistiche(danza) e attività quotidiane (mangiare e dormire) atte a rappresentare la bellezza e la voglia di vivere.

Gli scenari e le panoramiche del film saranno accompagnati da musiche originali ad opera degli artisti  Mariano Lieto e Giuseppe Russo e da una composizione dei Foja.

OBIETTIVI La maggioranza degli intervistati sono artigiani che portano avanti mestieri che sono oramai in via di estinzione spesso a causa del processo di turistificazione in atto che in alcuni particolari quartieri napoletani, come ad esempio i quartieri spagnoli, fa sì che alcune tipologie di attività lavorative siano sostituite da attività di ristorazione e alloggi turistici creando così un ‘omogeneizzazione ed un appiattimento socio-culturale con conseguente perdita identitaria.

Ci auguriamo che le testimonianze e le parole appassionate degli artigiani intervistati possano riaccendere l’interesse dei più giovani e far suonare un campanello d’allarme nella coscienza generale.

Quando qualche mese fa abbiamo cominciato non sapevamo bene cosa stessimo per fare. Ricordo che un giorno ci dicemmo ” Facciamo un video, un video per omaggiare #Napoli e facciamolo attarverso le persone, il suo popolo”.

Quali persone rappresentano al meglio lo spirito creativo, vitale e combattivo della nostra città se non gli artigiani, ed in particolare quelli che portanoa avnti mestieri in via di estinzione?

Abbiamo iniziato questo progetto senza averne i mezzi, e ancora non li abbiamo, senza avere cognizione di fotografia, riprese, regia e montaggio, stiamo pian piano imparando, ma avevamo un messaggio da voler gridare molto forte, un messaggio di napoletanità.

E’ così che è nato #Manime , una storia di mani che sono la vera anima di una Napoli che vuol vivere.

Soggetto, regia, riprese e montaggio di salvatore Iodice e Fabio De Rienzo .

La musica ” ‘E fronne ” è stata composta dai Foja ]

Questo progetto, ereditando l’operato che da sempre ha contraddistinto Miniera e Salvatore Iodice, presidente dell’associazione, rende partecipi i ragazzi più giovani del quartiere, quelli con particolari disagi sociali, affinché essi siano impegnati in attività ricreative, culturali ed artistiche.

PROGETTO PATROCINATO DAL COMUNE DI NAPOLI, DALLA MUNICIPALITA DUE DEL COMUNE DI NAPOLI E DALL’ASSESSORATO ALLA CULTURA DEL COMUNE DI NAPOLI.

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