Un pantalone lungo dai quartieri fino a Tokyo

Intervista a Marco Cerrato, eccellenza napoletana della sartoria- I cazunari

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Passeggiando su e giù per i quartieri spagnoli fino a qualche anno fa ti imbattevi, anche senza volerlo, in numerose botteghe di artigiani. Pelletterie, falegnamerie, sartorie, vetrerie, conferivano ai vicoli il loro odore caratteristico e il rumore di una quotidianità senza soluzione di continuità.

Oggi, dove prima provenivano quei rumori e quegli odori, ci sono spazi vuoti, alloggi per turisti o fonti di odori di frittura e di soffritti.

Qualcuno resiste, grazie alla qualità del suo lavoro, grazie anche alla caparbietà e alla cultura della “fatica”, qualcuno grazie all’artigianato fa parte delle eccellenze napoletane. Marco Cerrato, ‘o cazunaro, è una di queste.

Nella sua bottega stoffe e macchine da cucire sono gli elementi più comuni assieme alla precisione e all’amore di Marco per il suo mestiere. “Si va bene, fate pure le foto ma io devo lavorare”- tiene a precisare quando gli chiediamo di concederci un’intervista e qualche scatto.

Quando hai iniziato a fare questo lavoro?

Non ho un ricordo preciso del momento in cui ho cominciato cucire pantaloni, è come se fossi nato pantalonaio, ho iniziato giovanissimo aiutando mio padre. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, da quel tempo abbiamo cambiato tre botteghe prima di questa qui

Ma esattamente come nasce il mestiere d’ ‘o cazunaro?

E’ un lavoro che nasce come un reparto della sartoria. Nelle botteghe sartoriali c’era chi si occupava della lavorazione della giacca di un abito e chi invece si dedicava alla cucitura e al confezionamento dei pantaloni.

Poiché la lavorazione dei pantaloni richiedeva dedizione, tempo ed un certo numero di persone allora pian piano i due settori( giacca e pantalone) cominciarono a separarsi e lavorare in modo autonomo ed indipendente ed è così che la figura del pantalonaio cominciò a delinearsi, pur restando nell’ambito della sartoria, come figura artigianale vera e propria ed indipendente.

Tu porti avanti un mestiere che ti è stato tramandato. Come si è evoluto con il tempo il tuo lavoro e più in generale l’attività di famiglia?

Tutto nasce da un mio bisnonno, dal lato materno.Era un gilettaio, produceva gilet, molto rinomato ed abile e tramandò la sua abilità e il suo mestiere ai suoi numerosi figli. Uno di essi, però, non so se per una voglia di distaccarsi dalle tradizioni familiare, se per un senso di ribellione giovanile o semplicemente per provare a fare altro, mettersi in gioco partendo da zero, andò a lavorare in una sartoria e lì cominciò a lavorare i pantaloni. Da lì parte la storia come pantalonai della mia famiglia. Quel mio zio divenne un importante pantalonaio e mia mamma non volle seguire le orme del padre, gilettaio, ma imparare il lavoro dello zio e andò in bottega da lui. Mio padre che in quella bottega facevo il garzone pian piano imparò il mestiere che poi ha tramandato a me. Io,dapprincipio, non avrei voluto fare questo lavoro e allora cominciai a sperimentare me stesso ma mi resi conto, e se ne rese conto anche mio padre, che stavo perdendo tempo perché avevo nelle mie mani l’arte che avrebbe indorato il mio futuro.

Posso dire di essere un fortunato e di aver saputo afferrare la fortuna. Faccio un lavoro che mi da numerosissime soddisfazioni. Una volta eravamo legati a doppio filo ai sarti, loro ricevevano gli ordini per gli abiti e si rivolgevano a noi pantalonai per la lavorazione dei pantaloni. Oggi sia per la bontà del mio lavoro sia per il passaparola di internet ricevo ordini di prima mano senza passare per le sartorie e vengo contattato anche a Londra, New York o Tokyo.

Perché l’artigianato sta scomparendo dai quartieri spagnoli e più in generale da Napoli?

Si sta perdendo la cultura del lavoro. Occorre guidare e far orientare i nostri giovani verso ciò che è bene per loro, per la nostra cultura e per il futuro e non verso ciò che la società moderna gradisce di più.

1 commento

  1. Sono di parte per cui non ha valenza ma lascio la mia…..Orgoglioso di mio fratello un modello da seguire

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