Tre linee parallele, o quasi, ‘miez’ ‘o Turrione,- Don Vecienzo ‘o meccanico

Abbiamo raccontato diverse storie in cui le botteghe, nelle quali esse si svolgono, sembrano destinate alla chiusura con l’esaurirsi del tempo lavorativo dei singoli gestori.

In questa che seguirà, che dura da circa 65 anni, le cose sembrano andare differentemente poiché nell’officina meccanica che fa da scenario a questo racconto sono presenti tre generazioni: Don Vecienzo ‘o meccanico ‘e miez’ ‘o turrione, suo figlio Stefano e il nipote Vincenzo.

I tre protagonisti di questo racconto sono originari di Melito eppure la loro officina e la loro persona sono dei punti di riferimento per i Quartieri Spagnoli. Partono ogni mattina da Melito ed ogni sera ve ne fanno ritorno ma è sui quartieri che essi vivono.

-Don Vincenzo Il capostipite di questafamiglia di meccaniciarrivò ai Quartieri Spagnoli, in questa officina, quando aveva appena nove anni e mezzo dove inizia a lavorarci sotto la guida del masto Don Nicola per circa 22 anni dopodiché prenderà egli stesso le redini dell’attività.

Vincenzo bambino venne accompagnato a Napoli, da don Nicola, perché seppur molto giovane aveva bisogno di lavorare per guadagnarsi il pane e crearsi il proprio futuro. Era diventato troppo presto orfano di madre e, con un padre colpito fortemente dal dolore per la prematura scomparsa della propria compagna, dovette provvedere in tutto e per tutto a sé stesso.

Le vicende della vita hanno segnato il carattere di Don Vincenzo. Irruento, brusco ed un po’ burbero eppure così buono d’animo perché proprio quelle sofferenze che la vita gli ha riservato hanno fatto sì di renderlo sensibile alle vicende umane. Tutti vogliono bene a Don Vincenzo il meccanico.

-Stefano Il buon Vincenzo non voleva che suo figlio prendesse la sua stessa strada, non lo voleva in officina con lui. Così Stefano per un po’ di tempo è stato lontano dagli affari di famiglia, lontano dai quartieri, lontano da Napoli. Eppure Stefano sentiva dentro di sé che il padre non diceva la verità. Era vero, Don Vincenzo non avrebbe voluto che suo figlio prendesse la sua stessa strada, strada che però non era quella del lavoro ma quella che ad egli aveva dato tanto sofferenze. Così Stefano capisce che il proprio padre soffre per la lontana del figlio e decide di entrar a fare parte dell’attività di famiglia. Anche il figlio come il padre, così, diventa un meccanico ‘e miez’ ‘o turrione.

Anch’egli, come Don Vincenzo, si fa ben presto voler bene da tutti ed il suo carattere a differenza di quello del proprio genitore è più morbido, affabile e corredato di innumerevoli sorrisi accessori.

-Il nipote Vincenzo La storia dei meccanici sembrerebbe interrompersi dopo Stefano perché Vincenzo, nipote, ha davvero scelto una strada differente, studia in un istituto alberghiero ed è orientato a costruirsi una carriera lavorativa nell’ambito della ristorazione, eppure in qualche modo quella storia egli vuole continuarla. Quando può corre in officina dal nonno e dal papà. Il richiamo del sangue è troppo forte, più di quello degli interessi personali.

SONY DSC

‘Miez’ ‘o Turrione corrono tre vite parallele, o quasi, che hanno caratteri così differente tra loro, che non avranno magari la stessa destinazione eppure seguono tutte lo stesso sentimento.

1 Comment

  1. Ragazzi siete stati grandi nel raccontare splendidamente la nostra umile ed onorata carriera lavorativa grazie di vero cuore a Fabio de Rienzo e Salvatore Iodice!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *