I viaggi nel tempo a Napoli

Una delle cose che ha sempre affascinato, stuzzicato ed incuriosito la mente umana sono senz’altro i viaggi nel tempo, la possibilità di visitare fisicamente epoche lontane.

Credo che non esista persona che non abbia, almeno una volta nella vita, desiderato ed immaginato di trasportarsi in un’epoca passata, negli anni’70, l’800, il Medioevo, gli anni di Cristo sulla Terra, o in qualsiasi periodo storico l’abbia mai potuto sedurre.

Sull’argomento sono state girate innumerevoli pellicole, recenti e datate, scritte diverse opere letterarie e fatte diverse ipotesi perché, come già detto, i viaggi temporali sono una delle ossessioni più persistenti nella fantasia dell’uomo e tale persistenza è sintomo di un voler evolversi da immaginazione a realtà.

In linea teorica, i viaggi nel tempo sarebbero possibili, almeno quelli nel futuro. Più si viaggia ad una velocità via via più elevata, prossima a quella della luce, più il tempo si contrae, rallenta, fino ad arrestarsi del tutto quando viene raggiunta la velocità della luce.  Quindi, se potessimo raggiungere una velocità uguale o prossima a quella della luce, il tempo per noi si arresterebbe mentre quello del mondo che ci circonda continuerebbe a trascorrere in maniera regolare e così quando avremmo completato il nostro viaggio, durato per noi un istante poco più, nel mondo sarebbero trascorsi anni o secoli.

Questo è ciò che accadrebbe in teoria ma in pratica? Non si sa.

È possibile, però, viaggiare nel passato, in un modo, e lo facciamo tutte le notti, almeno è possibile farlo ogni notte.

Quante volte vi è capitato di sera di alzare gli occhi al cielo e guardare le stelle? Sicuramente tante volte da non poter essere numerate, proprio come le stelle che possiamo ammirare sulla nostra testa.

Può capitare che quando guardiamo una stella stiamo viaggiando nel tempo, in un ‘epoca remota. Tante stelle, la cui luce possiamo ammirare quando viene a mancare la luce solare, in realtà non esistono più, noi vediamo quella luce emessa da loro tanto tempo fa, centinaia di anni fa, migliaia di anni fa, milioni di anni fa. Esistono stelle più vicine e altre più lontane da noi, la distanza viene misurata in anni luce, che non è una misurazione temporale ma bensì di lunghezza. Un anno luce è la distanza che la luce (che è qualcosa formata da particelle, fotoni, e onde che si propaga nello spazio, così come il suono) riesce a coprire in un anno. Se una stella dista da noi un milione di anni luce vuol dire che quella che vediamo in cielo è la luce partita da quella stella un milione di anni fa ed in questo lasso tempo potrebbe essere che essa ha cessato di esistere. Gli astri nascono, si sviluppano e muoiono. Le stelle sono masse “infuocate” che per essere luminose ed emettere calore hanno bisogno di bruciare come combustibile la loro stessa materia interna e ciò porta, prima o poi, all’esaurimento e la collasso della stella stessa.

Quindi, noi guardiamo in cielo ciò che in realtà non c’è. Attraverso quel puntino luminoso possiamo viaggiare nel tempo, andare in un tempo lontano e guardare in faccia la storia dell’universo. Guardiamo qualcosa che non c’’e più eppure c’è.

Tali viaggi nel tempo di tale entità ed importanza possiamo farli in una città come Napoli, i cui varchi temporali non sono le stelle ma i materiali, le strade, gli anfratti, i monumenti, i ricordi di una città antica, è la città stessa che apre il portale per un viaggio alla scoperta di Parthènope, una camminata nel concetto ancestrale di napoletanità.

Quando tocchiamo le costruzioni in tufo, quando calpestiamo i vicoli del centro storico, quando ascoltiamo il rumore del mare, l’eco negli edifici antichi stiamo viaggiando in epoche antiche, stiamo provando emozioni che appartengo ad una Napoli antica.

Se calpestiamo le strade della nostra città, in quell’area di terra che va dall’isolotto di Megaride alla collina di Pizzofalcone, possiamo ascoltare, non attraverso i timpani ma con l’anima appoggiata sul cuore di Napoli, il rumore antico delle onde del mare che portarono qui Parthènope.

In questa città vediamo e tocchiamo monumenti ed edifici di tempi andati, ascoltiamo grida di passioni remote, viviamo emozioni giunte a noi attraverso i millenni. Vediamo qualcosa che non c’è piè eppure c’è.

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