La voracità creativa delle Sorelle Talarico

Intervista alle sorelle Talarico

Tra le diverse strade che fanno da ponte tra Via Toledo ed i Quartieri Spagnoli vi è Vico Due Porte a Toledo, una porta tra i due mondi di Napoli, quella bene e quella popolare, il moderno e l’antico, due mondi oggi molto più vicini. In quella strada c’è una bottega, un luogo dove moderno ed antico si congiungono per diventare un’unica essenza, quella delle sorelle Talarico.

Tre sorelle fuse in un unico sogno, in una sola passione, tre volti moderni modellati con la cera della Napoli antica, che continuano a scrivere un libro, quello dei Talarico, che racconta di ombrelli, napoletanità ed artigianato, cominciato nell’800 e che ha ancora tante pagine da riempire.

In quella bottega, che era del padre Antonio, le tre sorelle portano avanti la tradizione di famiglia dell’artigiano nel campo degli ombrelli, unendo ad essa l’innovazione e, soprattutto, la voracità creativa: non esiste pezzo di tessuto, materiale, idea, disegno che possa sfuggire alle loro creazioni, dal nulla arriva il bello, che può essere un ombrello, un ventaglio, una shopper, una borsa, un foulard.

Se vi addentraste nella bottega delle Sorelle Talarico immediatamente vi accorgereste di diverse cose: l’amore per la città e ciò che essa rappresenta, il legame con i quartieri e la voglia di comunicare che traspira da ogni loro prodotto.

Tra uno scatto e l’altro, che riprendono le mani e di volti delle tre donne all’opera, ho rivolto loro delle domande.

.1 A quando risale la vostra storia artigianale?

Nostro padre aprì questa bottega negli anni 80 e noi sin da piccole ci siamo avvicinate a questo mestiere. L’artigianato ci ha rapite. Dopo nostro padre siamo state noi re a portare avanti questa attività, da sole, senza altre collaborazioni ed aiuti.

.2 Quello dei Talarico è un nome pesante, voi avete subito questo peso?

In realtà, no. Questo nome è stato per noi sempre motivo di vanto e di orgoglio e ci ha spinte a fare sempre meglio, a perfezionarci e a sperimentare nella creatività, che nostro padre aveva, non solo nella produzione, ma anche nella metodologia di lavorazione e nell’utilizzo della strumentazione.

3.Qui lavorate in tre. Siete intercambiabili e ognuna di voi si occupa di una fase specifica della lavorazione?

Ognuna di noi è specializzata in un settore. Monica si occupa di riparazioni e dell’amministrazione, Olga del cucito e Maria, detta Marina, crea i disegni che decorano, ornano e sono parte essenziale dei nostri prodotti.

4. Secondo voi, qual è il vostro punto di forza?

Crediamo possano essere due. Il primo è che lavoriamo seguendo certe metodologie tradizionali e creiamo prodotti unici secondo le esigenze del cliente. In secondo luogo, le nostre creazioni parlano, comunicano sempre qualcosa. Come l’orgoglio di essere napoletani o qualsiasi sentimento universale.

5. Crisi dell’artigianato. Come porvi rimedio?

La soluzione che abbiamo trovato per noi è abbastanza semplice: unire alla tradizione dei prodotti di altissima manifattura un assortimento di prodotti più commerciali, alla portata di tutte le tasche.

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