La riflessione dei Quartieri

Anche i quartieri più frenetici si prendono, a volte, delle pause di riflessione.
I #quartierispagnoli, con le loro strette viuzze in sovrapressione di voci, anime e vite, i turisti che passano e spassano fotografando tutto e tutti, le botteghe oberate di lavoro o di pensieri, i bambini che scorrazzano vorticosamente da un capo all’altro di ogni vicolo, il mercato agroalimentare della #Pignasecca, i motorini che sfrecciano riuscendo ad evitare anche le ombre proprie, sono una delle aree più vive e vivaci della città.
I Quartieri non dormono mai, così si dice, eppure anch’essi, qualche volta, si mettono a riflettere.In realtà, la riflessione dei Quartieri avviene, sempre e comunque, con un’attività motoria, con un moto perpetuo e costante, ci si mette a pensare mentre si fa, nessuno si sedie.
I quartierani non stanno mai fermi, dormono, si dice anche questo, con un occhio aperto e sempre stando in piedi.Sono un popolo iperattivo, che non conosce il significato della parola “riposo”, sono uomini che si danno da fare, nel bene e nel male, che hanno inventato “l’arte di arrangiarsi” per sopravvivere ad un vita che, spesso, non concede modi di vivere.
Non sempre il loro fare,inventare ed arrangiarsi è stato messo a disposizione del bene , ma qui il bene non è mai stato regalato, lo si è costruito all’interno del quartiere, e non sono rari i momenti in cui esso è stato rubato, portato al di fuori di esso, sostituito con il male , quel male che vuole che i quartieri popolari siano e restino i capri espiatori di ogni problema. Si sa che i semi del male, una volta piantati, danno vita ad immense foreste. Queste foreste si possono abbattere, certo, bisogna, però, pensare ed inventarsi una strategia. Per questo, spesso, i quartierani si prendono una pausa di riflessione, un pausa

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