Il nostro spirito

Nonostante faccia falegnameria, ho sempre avuto una volontà di fare qualcosa per il quartiere.
Come dicevo, io potrei tranquillamente pensare solo a costruire mobili, invece spendo molto di quello che è il mio tempo per permettere ai ragazzini del quartiere di poter vivere attraverso il gioco l’artigianato e perché’ no imparare il mestiere.
C’è una cosa che dovete assolutamente sapere ed è che quando ero un bambino avevo una voglia pazza di entrare in una bottega per poter osservare un falegname mentre lavorava ma questa cosa mi è sempre stata negata, questo perché’ nel mio vicolo c’era un falegname che ha sempre respinto sia me che gli altri miei amichetti e non ci ha mai dato la possibilità di poter guardare il mestiere.
Oggi sono diventato grande e voglio in qualche modo rifarmi su questa cosa, per questo motivo ho dato vita al collettivo MINIERA insieme a Fabio De Rienzo.
L’impegno principale di Miniera è stato sin da subito quello di aprire le porte del nostro laboratorio ai ragazzini che maggiormente vivono problematiche familiari, li accogliamo facendogli osservare in che modo noi creiamo le nostre opere d’arte fatte di materiale riciclato , insegnando loro in che modo si possa ottenere un opera d’arte finita e vendibile a costo zero, infatti per attirare i giovani , il nostro collettivo si è posto un obbiettivo che è quello di voler combattere il fenomeno delle strade sporche , in particolare noi odiamo chi abbandona mobili ed ingombranti per le strade, tant’è vero che di questo tipo di rifiuto noi abbiamo pensato di farlo diventare cestini per le carte segnaletiche e panchine per gli anziani.
Ma cosa veniamo a dirvi qua? questo dell’artigianato è per noi dei quartieri spagnoli una vera via d’uscita per non perderci nella criminalità.
Io sono figlio di un tappezziere, ma questo lavoro è quasi completamente scomparso, i miei amici a loro volta sono figli di artigiani e forse proprio questa cosa ci ha fatto venire su con dei valori.Nella città di Napoli in questo momento gli artigiani si contano sulle dita della mano e noi abbiamo pensato che questo fosse il momento adatto per presentarli ad un pubblico attraverso un docufilm che vuole raccontare di queste botteghe che stanno vivendo gli ultimi respiri, come i rilegatori, gli impagliasedie, i cestinari, i ciabattini e via dicendo