L’associazione culturale

L’associazione culturale Miniera con sede legale in Corso Garibaldi 71, Napoli e sede operativa in Vico Tre Regine 48 ai Quartieri Spagnoli nasce nel 2019 con lo scopo di difendere, diffondere e rivalutare la cultura ed il territorio di Napoli attraverso la cultura, l’arte e la condivisione che trovano manifestazione attraverso poesie, progetti fotografici, documentari, interviste, libri, interventi di street-art, operazioni di clean-up, laboratori e progetti con bambini e ragazzi.

Gia prima della sua nascita burocratica, Miniera fa sentire la sua presenza sul territorio attraverso l’operato del proprio presidente, Salvatore Iodice, il quale nel 2006 dopo l’apertura della sua prima bottega di falegnameria, Miniera Riciclarte, comincia condividere il proprio estro, le proprie idee e la propria arte con i bambini de quartiere che vivono particolari problematiche familiari e sociali. Con essi, Salvatore, utilizzando il materiale di risulta, gli ingombranti e tutto ciò che invade la strade del quartiere, realizza elementi di arredo urbano come dei cestini delle carte, con su dipinto a mano il logo od il nome dell’attività commerciale che decideva di adottarlo, una sorta di segnaletica stradale creativa per rendere più agevole l’esplorazione dei vicoli ai turisti.

I laboratori di Miniera con i bambini disagiati continua poi con dei corsi di riciclo creativo, realizzati anche attraverso dei progetti PON, come ad esempio quello con la scuola alberghiera Duca di Buonvicino nel 2019, consistenti nel realizzare delle opere pittoriche raffigurante dei Vesuvio su tele con cornici ricavate anche stavolta da materiale di risulta e con secchi di pittura abbandonati per strada.

Oltre che nella propria bottega Salvatore opera a 360 gradi sul territorio realizzando opere di street-art, come il restauro del murale raffigurante Maradona in Via Emanule De Deo e la realizzazione di un murale raffigurante il volto di Giancarlo Siano in via Trinità degli Spagnoli; oppure coordinando operazioni con altri artisti, ad esempio la realizzazione di un murale rappresentante la Pudicizia Velata in via Emanuele De Deo ad opera dell’artista argentino Francisco Bosoletti.

Anche la musica e la condivisione fanno parte del bagaglio di interventi che Salvatore utilizza per apportare cambiamenti ai Quartieri Spagnoli. Nel 2017 con l’associazione Vic Vic organizza una serata musicale, “Int e vic ,iez all’at”, in omaggio allo scomparso artista, simbolo di napoletanità, Pino Daniele. A Tale manifestazione hanno partecipato il professore Pino Ferraro, Toni Faiello, Dolores Melodia, i galera de Rua, Mariano Lieto, l’orchestra sinfonica dei Quartieri Spagnoli, Loredana Daniele, Andrea Sannino.

Oltre a quello del territorio esiste, però, un altro tipo di inquinamento e ad esso corrisponde un diverso metodo di riciclo: l’inquinamento culturale ed il riciclo dei valori. Salvatore e Fabio De Rienzo, con il quale Iodice ha creato l’associazione, hanno pensato attraverso le loro opere visive, le poesie, gli scritti, i documentari ed i progetti fotografici di difendere e riproporre quegli aspetti della cultura napoletana dimenticati o in via di estinzione ed è sulla base di ciò che è nato il Premio Miniera per la napoletanità, svoltosi nel settembre 2019 nella cornice del Gran Caffè Gambrinus di Napoli. Durante la manifestazione  sono stati consegnati dei piccoli riconoscimenti a persone, enti e realtà locali che si sono contraddistinte per l’impegno sociale, artistico e culturale a favore della cultura partenopea. I Premiati sono stati :

.Il comitato Rinascita di Forcella per l’impegno sul territorio

  • Gennaro Giunchini per l’artigianato
  • l’associazione Mastro Masiello mandolino e la bottega del Mandolino per la difesa della tradizione del liutaio, del mandolino e della posteggia.
  • Marco Filippi per la satira politica in difesa del Sud e di Napoli
  • la squadra di calcio Montecalvario per lo sport come collettività e coesione per i giovani
  • Enzo Mautone per la riproposizione della musica di Pino Daniele
  • Lucilla Parlato in rappresentanza di Identità Insorgenti, d cui ne è direttore, per la divulgazione della cultura di tutto il Sud del Mondo
  • Massimo Preziosi per lo sport come riscatto sociale e valorizzazione del territorio
  • Mariano Lieto come voce nuova napoletana della musica
  • Escvpe, come giovane realtà dell’informazione su Napoli e delle subculture urbane
  • I Foja per la napoletanità attraverso la musica
  • Ass. Culturale VivaNapoli Onlus – I Visionari per la riqualifica del territorio attraverso l’arte.
  • Le EbbaneSis per la modernizzazione della classicità napoletana attraverso la musica

Nell’estate del 2019 l’associazione Miniera ha realizzato un’opera di street-art in Via San Liborio di Napoli, tale opera raffigurante un volto stilizzato del personaggio di Filumena Marturano, nato dalla penna di Eduardo De Filippo, con una pergamena dipinta con una frase presa dall’opera dall’opera di Eduardo con un’aggiunta di Fabio De Rienzo affinché alla popolazione giungesse un messaggio di diritto alla felicità.

Una delle battaglie ideologiche di Miniera si concentra sulla conservazione della memoria e sul recupero dei lavori artigianali storici. E’ stato realizzato un documentario, dal titolo “Manime”, che  si propone di raccontare, attraverso una serie di interviste a lavoratori artigianali, la storia di una Napoli viva ed operosa, di una città che non si arrende e si dà da fare. L’immagine che proponiamo della nostra città va in totale contrasto con la tendenza odierna di evidenziare ed accentuare aspetti, magari più accattivanti, che catturano l’attenzione di un pubblico desideroso di azione come quella regalata da storie di droga, violenza e criminalità. Storie che, ovviamente, fanno parte della nostra città e in generale della nostra società, ma non danno un quadro completo di Napoli, offrono solo uno sguardo superficiale e a volte sfocato.

Lo scopo del docufilm è appunto quello di risaltare le positività della città anche mettendole in contrasto con gli aspetti negativi in modo da poter mostrare il bello nella bruttezza, la rinascita nel degrado, il voler andare avanti nelle difficoltà.

Per poter giungere allo scopo di cui sopra si è deciso di strutturare il film in questo modo: saranno raccontate nel corso di un’unica giornata (nella cronologia del film) le storie di alcuni lavoratori artigianali in un modo tale che il trascorrere del tempo del giorno possa essere metafora del trascorrere degli eventi della vita; al mattino si racconterà di giovani che si sono messi in gioco per arrivare alla sera dove a parlare saranno persone anziane. La scena finale sarà in totale contrasto con il resto del film, rappresenterà la sera e la voglia di rinascere. In questa scena protagoniste saranno tre donne impegnate in pose artistiche(danza) e attività quotidiane (mangiare e dormire) atte a rappresentare la bellezza e la voglia di vivere.

Gli scenari e le panoramiche del film saranno accompagnati da musiche originali ad opera degli artisti  Mariano Lieto e Giuseppe Russo e da una composizione dei Foja.

La maggioranza degli intervistati sono artigiani che portano avanti mestieri che sono oramai in via di estinzione spesso a causa del processo di turistificazione in atto che in alcuni particolari quartieri napoletani, come ad esempio i quartieri spagnoli, fa sì che alcune tipologie di attività lavorative siano sostituite da attività di ristorazione e alloggi turistici creando così un ‘omogeneizzazione ed un appiattimento socio-culturale con conseguente perdita identitaria.

Sulla scia del docufilm “Manime” si sta realizzando un progetto fotografico che mostra volti e mani degli artigiani e dei lavoratori manuali .