L’EFFETTO DOPPLER PERSONALE DELLA NAPOLETANITA’

Effetto do che?!?

Cerco di spiegare l’effetto doppler in maniera molto maccheronica: è un fenomeno fisico che spiega il cambiamento apparente della frequenza o lunghezza d’onda che viene percepito da un osservatore che si trovi in movimento rispetto ad una sorgente luminosa o sonora che genera tali onde.

Pe’ ce capì: quando un oggetto emette un suono tale suono arriva alle nostre orecchie tramite delle onde sonore che si propagano nell’aria. Se noi ci allontanassimo e/o avvicinassimo man mano alla sorgente del suono potremmo percepire dei cambiamenti nel suono, potrebbe sembraci una volta più acuto, un’altra volta più grave, ciòè dai toni bassi.

Dato che prima ho usato il termine “maccheronica”, cercherò di spiegarvi questo effetto doppler in altro modo: immaginiamo di stare a casa a preparare il ragù, sappiamo bene che il ragù pippea. Ora immaginiamo che il nostro ragù produca uno schizzo di salsa ogni 2 secondi, facciamo fino ad una distanza di 1 m in parabola ascendente, dopo di che comincia a viaggiare verso il basso. Se noi ci mettessimo fermi esattamente ad 1 m(o anche ad altra distanza dove possa arrivare lo schizzo) dal nostro ragù riceveremmo ogni 2 secondi uno schizzo di salsa sulla nostra maglia mentre se invece cominciassimo ad avanzare verso la pentola allora la frequenza di ‘nzevamiento crescerebbe, andiamo incontro agli schizzi, mentre se ci allontanassimo allora gli schizzi di ragù avrebbero una distanza temporale via via più ampia, ne scappiamo. Questo è l’effetto doppler.

Però non è tanto importante che io abbia spiegato bene, sicuramente no, o che voi abbiate ben capito questo effetto doppler perché quel che conta è che voi teniate a mente che l’allontanamento o l’avvicinamento possano affievolire o accentuare le nostre percezioni, anche sentimentali.

Per quel che mi riguarda, la sorgente emittente delle onde della napoletanità, si trova ai quartieri spagnoli, esattamente al Vico giardinetto.
Più mi avvicino a quel vico più sento forte il richiamo della napoletanità, più me ne allontano più le voci di Napoli mi appaiono flebili e lontane. Non è che in altri luoghi ci sia meno napoletanità, è solo il mio percepito che cambia. La sostanza resta immutata, le onde napoletane hanno sempre la stessa intensità.

E’ l’apparenza che arriva al mio cuore a cambiare.

Si tratta di un effetto doppler ma personale.

Ognuno ha la propria sorgente di napoletanità, io al Vico giardinetto. Ai quartieri spagnoli ci son nato.

Fabio De Rienzo

Di Fabio De Rienzo

Fabio De Rienzo, appassionato di poesia, letteratura e fotografia. Insieme a Salvatore realizza progetti fotografici, editoriali ed eventi a tema sociale.

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