Che ci fanno quei leoni a Piazza dei Martiri?

Nella zona storica di #Napoli, nel quartiere #Chiaiasi trova Piazza dei Martiri, a poca distanza dal mare, elemento onnipresente in questa città anche quando non si vede, lo si avverte in ogni caso. 
Li in quella piazza il mare, appunto, non lo si vede, i nobili palazzi settecenteschi, ottocenteschi e delnovecento che l’avvolgono la proteggono dalla salsedine e dal vento sferzante.
Questo slargo elegante di Napoli, nato intorno al XVII secolo, è considerata tra le piazze più In della città, essendo situata in uno dei quartieri più ricchi. Palazzi nobiliari, caffetterie, librerie, sedi imprenditoriali e gallerie di antiquariato dipingono un quadro di una Napoli dal passato più che glorioso e un presente legato in ogni caso ad un elevato livello di vita, tra laboriosità, eleganza e stile.

“piazza eccentrica, rarissimo esempio napoletano del trionfo laico e dell’umano. In essa, infatti, non esiste nessuna chiesa o simulacro che ricordi, sia pur di lontano, quei culti, e quella religiosità così vivaci presso il nostro popolo. Estrinseca la sua bellezza non nel sacro ma nei palazzi monumentali e alteri, che testimoniano con al loro presenza il livello di vita che si svolse in questa zona fra il Settecento, l’Ottocento e l’inizio del Novecento”.[Domenico Rea autore di Spaccanapoli].
In contrapposizione all’operosità e alla sobrietà, nello stile di vita, che contraddistinguono la circonferenza della piazza, al centro di essa quattro individui si crogiolano beati al sole. Ecco il mare che ritorna, pur non vedendolo.
Quattro individui beati eppure altamente fieri perché essi sono i quattro leoni ai piedi della statua di Emanuele Caggiano che rappresenta la “virtù dei martiri”, che sostituì la precedente Madonna della Pace.
Le quattro fiere simboleggiano dei martiri napoletani caduti, durante il regno borbonico, combattendo per ottenere libertà e costituzioni:
-il leone morente, opera di Antonio Busciolano, rappresenta i caduti della Repubblica Partenopea del 1799;
-il leone trafitto dalla spada, opera di Stanislao Lista, rappresenta i caduti carbonari del 1820;
-il leone sdraiato, opera di Pasquale Ricca, con lo statuto del 1848 sotto la zampa, rappresenta i caduti liberali del 1848;
-il leone in piedi (l’unico dei quattro), opera di Tommaso Solari, rappresenta i caduti garibaldini del 1860.

«Alla gloriosa memoria dei cittadini napoletani che
caduti nelle pugne o sul patibolo
rivendicarono al popolo la libertà di proclamare con patto solenne ed eterno
il plebiscito del XXI ottobre MDCCCLX
Il Municipio Consacra» 

Di Fabio De Rienzo

Fabio De Rienzo, appassionato di poesia, letteratura e fotografia. Insieme a Salvatore realizza progetti fotografici, editoriali ed eventi a tema sociale.

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