intervista a Zia Flavia foodnboobs

Qualche settimana fa navigando a vista, senza meta alcuna, su Instagram, social network dove non ero mai stato particolarmente attivo mi imbatto in profilo molto particolare: zia Flavia foodnbooons, ovvero cibo e tette.

Per chi non la conoscesse, Zia Flavia è una blogger napoletana che racconta il mondo del food attraverso scatti fotografici, video ricette e servizi.

Ne resto, allo stesso tempo, colpito ed interdetto, per due motivi: il nome del profilo ed il suo contenuto mi fa storcere il naso e mi vien da dire: “ma guarda un po’ che si inventano per aver un po’ di visibilità”; allo stesso tempo mi risulta impossibile non incollare gli occhi alle foto di quel profilo, una bellezza prorompente e dirompente mi trattiene, mi penetra nella mente e mi sussurrai all’anima.

Decido così di provare ad interagire con la persona dietro quel profilo, Flavia. Mi risponde e ciò che dice, come risponde ogni volta alle mie domande, mi fa riflettere, le mie sicurezze cadono, i miei pregiudizi si dissolvono. Finalmente, almeno per questa volta, vedo un po’ meglio, con la vista non appannata dalla falsa moralità.

Ecco allora come cade un pregiudizio, almeno quello su Flavia, la foodblogger che gioca con le tentazioni e le provocazioni:

-1 Da alcuni definita “la foodblogger che cucina con le tette al vento” ma chi è Flavia e chi è stata prima della trasformazione in Zia Flavia?  Cosa si cela dietro il décolleté mediatico? Si tratta davvero di una trasformazione oppure si a che fare sempre con la stesa persona che ha trovato un’opportunità nel giocare con le provocazioni? Con un’unica risposta articolata puoi rispondere a tutti questi quesiti.

Flavia è una quasi trentenne napoletana che un giorno di 4 anni fa, è rimasta disoccupata. All’epoca ero disperata, perché per me l’indipendenza è sempre stata tutto e così, attraverso la creazione di “Zia Flavia foodnboobs”, ho provato a trasformare un periodo buio in un’occasione.

La mia fisicità è sempre arrivata prima di me creandomi, in termini di pregiudizi, non pochi problemi. Sapevo che sul web sarebbe accaduta le stesse cosa – anche senza la parola ‘tette’ nel nome – e così in maniera provocatoria e ironica, ho creato foodnboobs, fregandomene totalmente dei pregiudizi, ma questa è una cosa che ho sempre fatto, anche prima della pagina: non ho mai rinunciato ad una scollatura, se mi andava di indossarla, solo per poter avere un consenso. Quindi si può dire che Flavia e Zia Flavia sono esattamente la stessa persona, nulla è cambiato.

-2 Tante persone, incluso me fino a poco fa, direbbero che tu strumentalizzi il corpo femminile per ottenere visibilità attraverso la quale proporre i tuoi contenuti. Forse della strumentalizzazione c’è. Tu attiri con il tuo corpo. Chi sa cucinare lo fa con i propri piatti (anche questo ti riguarda). Chi sa fotografare prende il pubblico per la gola attraverso paesaggi mozzafiato. Chi sa scrivere “ruba” like e condivisioni con i propri versi. In questo mondo social bisogna gridare” hey, ci sono anch’io” attraverso il proponimento della parte migliore di sé stessi, che sia donata da madre natura o che sia una dote su cu ci sia abbia lavorato, per poter dar segno della propria esistenza per sfruttarla per occasioni professionali o semplicemente per soddisfazione personale. Allora qual è il vero legame tra Flavia, il seno, il cibo e i social?

Il pregiudizio è il giudizio che si dà senza approfondire, un pensiero che si ferma alla superficie. Chi parla, in questo caso, di strumentalizzazione del corpo, sta purtroppo facendo proprio questo.

Io non strumentalizzo il mio corpo, io rivendico il mio diritto di poter indossare una scollatura senza essere per forza considerata una provocatrice sessuale. Nel momento in cui indosso una maglia, lo faccio per me stessa, perché mi piace, perché mi sento bella, magari anche attraente e sexy. Non lo faccio per ottenere il commento dell’uomo che incrocio per strada o che segue la mia pagina. È da quando mi sono spuntate le tette – più o meno a 13 anni – che mi viene attribuita una volontà provocatoria, della quale si sono serviti tutti gli uomini che mi hanno molestata, per giustificarsi. A quell’età non sapevo neanche cosa fosse la provocazione e chiaramente mi davano immensamente fastidio quei commenti, quindi mi trovai davanti a un bivio: mortificare il mio corpo con indumenti larghi, accollati, che non rappresentavano la mia personalità e che mi avrebbero resa diversa anche fisicamente (confermando quindi quello che tutti pensavano, cioè che una maglia attillata significa ‘provocazione’ e una larga invece no); oppure fregarmene totalmente, continuando a indossare quello che più mi piaceva perché sicura e fiera di quello che sono sempre stata.

Zia Flavia foodnboobs parla proprio di questo, ho portato sui social la mia filosofia di vita.

Oltretutto, internet è pieno di tette e di culi: vi garantisco che non basta questo per avere successo. I miei nipoti mi seguono perché trovano nel mio dialetto, nella mia spontaneità, nei miei piatti, nella mia anarchia e anche nel mio corpo, una napoletanità autentica e fiera. Chi segue me, ama Napoli.

Io sono semplicemente me stessa, con le mie battaglie personali e le passioni. Nell’universo del web fatto di immagini costruite, credo che la verità vinca.

-3 In un universo parallelo dove non esistono social, non sai cucinare e sei dotata di un fisico filiforme cosa faresti?

“Se mio nonno teneva tre palle, era nu flipper”

Forse sarei stata un flipper pure io.

-4 Dai tuoi post, da ciò che scrivi e da ciò che dici si evince il tuo forte amore per Napoli e, allo stesso tempo, un velo di malinconia per la lontananza da essa. Abiti a Milano per lavoro ma il tuo cuore si affaccia sempre da quel balcone vista Vesuvio. Non ti chiederò come vivi la lontananza ma di come riesci a creare l’illusione della vicinanza a chi come te è lontano dalla propria terra.

Onestamente, non so se riesco a dare questa illusione. Lo vorrei tanto, questo sì.

Credo però che trovare una persona che provi le tue stesse sensazioni, ti faccia sentire meno solo.

Ed è per questo che non mi risparmio mai quando parlo del mio amore per la mia città e del dolore procurato dalla lontananza.

La mia pagina è per me il mio legame con Napoli e probabilmente lo diventa anche per i nipoti che sono costretti a vivere al nord come me.

Spesso mi raccontano le loro storie, proprio come se fossi una Zia e così mi sento meno sola anche io.

5 Immagina, ed è semplice, di postare qualcosa su una piattaforma social. Immagina di non dover badare alle provocazioni, al foodblogging, alla tua immagine professionale, la cucina, le curve, Immagine di pubblicare un post che sia come un tatuaggio, perenne, identitario, esplicativo che dica tutto di te in modo concentrato, chi sei, cosa senti. Cosa pubblicheresti? (testo, immagini, ciò che vuoi)

Pubblicherei sicuramente la foto del golfo di Napoli.

Io sono nata sul mare e ho vissuto tutta la vita alle falde del Vesuvio. Dentro di me c’è l’acqua e il fuoco, convivono insieme da sempre e caratterizzano ogni istante della mia vita

Di Fabio De Rienzo

Fabio De Rienzo, appassionato di poesia, letteratura e fotografia. Insieme a Salvatore realizza progetti fotografici, editoriali ed eventi a tema sociale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *