Il calzolaio, ‘o scarparo, ti realizzava un paio di scarpe secondo le tue misure, i tuoi gusti, le tue esigenze e le tue tasche. Una forma di artigianato che esiste ancora dopo aver lasciato i vicoli popolari per i quartieri alti dove è all’ordine del giorno l’esclusività, l’unicità e la qualità.

Il ciabattino, ‘o solachianiello, ti riparava le scarpe malandate e rotte riattaccandoti la suola scollata, ricollocando il tacco spezzato o ricomponendo una cucitura aperta. Una figura strettamente legata alla vita popolare che regalava alle scarpe del popolo una vita, se non eterna, assai lunga come esigevano le condizioni del cittadino comune.

Entrambe queste figure artigianali erano un emblema dei #quartierispagnoli tant’è che il piatto tipico di questa zona è “lo scarpariello”, un piatto le cui origini sembrano, appunto, legate agli scarpari. Il lunedì, giorno di riposo per gli scarpari, essi restavano in casa ricevendo i compensi per i lavori eseguiti la settimana prima e spesso essi consistevano non in danaro ma in provviste e cibarie, molti pezzi di formaggio, ad esempio. Così il lunedi in quelle case povere e nobili nell’animo si pranzava con il ragù avanzato dalla domenica unito al formaggio avuto come pagamento. Nasceva cosi’ lo scarpariello. Forse.

Rendiamo omaggio agli antichi mestieri di #Napoli, conserviamone la memoria, recuperiamoli e salviamoli. Insieme.

Di Fabio De Rienzo

Fabio De Rienzo, appassionato di poesia, letteratura e fotografia. Insieme a Salvatore realizza progetti fotografici, editoriali ed eventi a tema sociale.

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