Che abbia voglia di piangere, ridere, rilassarmi, pensare o perdermi nel vuoto io vado sempre nel medesimo posto, perché è il “mio” posto, un luogo dove posso parlare come stesso, confrontarmi col mare e tuffarmi nei miei pensieri.
Quando sono lì non ho bisogno di compagnia, infatti ci vado quasi sempre da solo, eppure li solo non mi sento mai, ho il mare che mi tiene compagnia e mi dà preziosi consigli e mi offre ispirazioni per scrivere e fare foto. Spesso le ispirazioni sono così forti e alte che i pensieri che mi si formano in mente e le immagini che mi si palesano davanti agli occhi, pronte per essere immortalate, non le imprigiono su carta, computer o una macchina fotografica ma le tengo per me e per me soltanto.
Questo mio posto è a Santa Lucia, alla Rotonda Nazario Sauro, e ci vado una volta settimana, a volte meno, altre di più, ma è di inverno che tale luogo proietta maggiormente il proprio fascino su me. Quando non posso recarmici, a tenermelo in caldo sono i “custodi”, quelli de “’O Paciaccone”, ovvero i fratelli Alberto e Antonio, che assieme a loro padre Enzo, gestiscono un‘attività di noleggio ed ormeggio barche.
Sono anni che mi reco in quel posto eppure con essi non ci ho mai parlato, mi sono sempre limitato ad osservarli da lontano, minuziosamente e pieno di curiosità. Era tempo che ci parlassi, e l’ho fatto.
-D: da quanto tempo portate avanti questa attività?
-R: Qui ci siamo nati, noi portiamo avanti una attività centenaria, l’hanno cominciata i nostri avi e per questo ne siamo profondamente orgogliosi.
-D: Quale l’aspetto più complicato del vostro lavoro?
-R: Sicuramente ciò che riguarda l’ormeggio, che richiede responsabilità e capacità di manovra.
-D: Invece l’aspetto più bello?
-R: Guardati introno. E’ che possiamo stare qui ad ammirare tutto questo.
-D: Emergenza coronavirus. Come avete affrontato il lockdown e come procede questa fase 2 per i vostri affari?
-R: Ovviamente durante la quarantena siamo rimasti fermi. Ora l’attività è ricominciata anche se procede molto a rilento, ma è normale e non ci lamentiamo, non siamo certi gli unici a vivere questi momenti difficili.
-D: Ho visto che pulivate voi tutta l’area, tocca a voi?
-R: Non, non toccherebbe a noi. Gli operatori vengono anche a pulire ma questa zona si sporca in fretta e così ci pensiamo noi ogni mattina ad eliminare bottiglie, lattine, carte e quant’altro. Non ci pesa però, qui è casa nostra, una casa che condividiamo con tutti, e prendersi cura della propria casa è qualcosa che fa piacere rende orgogliosi.

Di Fabio De Rienzo

Fabio De Rienzo, appassionato di poesia, letteratura e fotografia. Insieme a Salvatore realizza progetti fotografici, editoriali ed eventi a tema sociale.

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