SI…MA LE PERIFERIE?

Forcella, Quartieri Spagnoli, Sanità, i Decumani, Spaccanapoli, è questo che si pensa quando si parla di Napoli, eppure c’è anche altro.

In tutte le città, in tutte le metropoli, soprattutto, oltre al centro storico, al cuore pulsante della quotidianità cittadina, esiste quella parte, messa un po’ da parte, lontana dagli occhi, che è la periferia, che rappresenta un po’ il tappetto sotto il quale nascondere l’immondizia delle problematiche metropolitane.

Il centro, invece, sta lì in bella vista, sotto gli occhi di tutti, il che porta i suoi ben vantaggi ma anche e purtroppo, soprattutto per il caso specifico di Napoli, degli svantaggi come quello di essere costantemente sotto i riflettori dell’informazione nazionale ed ogni notizia di cronaca diventa occasione per titoloni roboanti il cui intento è di calcare in maniera sin troppo insistente una realtà, purtroppo, condivisa da tutte le metropoli italiani ed europee, e del mondo, che viene, però, dipinta come unica e rappresentativa soltanto della nostra città.

Essere in maniera perenne e costante al centro del bombardamento mediatico perpetuato a nostro danno ha dato vita a fenomeni di discriminazione territoriale e ad un razzismo senza eguali ed ha inasprito i rapporti sociali interni. Ci sono dei risvolti positivi, o quasi, anche per questa situazione, infatti le istituzioni non possono troppo a lungo ignorare le gravi problematiche legate ai territori della città, che comunque esistono, e così quando un caso diventa di forte interesse mediatico si decide di intervenire facendo un po’ di “pulizia”.

È proprio per sgonfiare le problematiche metropolitane e le tensioni sociali derivanti da esse che sono state create le periferie, infatti in quasi tutte le metropoli europee la popolazione originaria dei centri storici, il popolino, è stato “sfrattato” e fatto spostare in periferia. Quindi problema risolto? No, per niente, anzi le problematiche sono aumentate e divenute più feroci, hanno solo cambiato geolocalizzazione.

Per il centro storico titoloni di giornale ogni giorno, per le periferie, invece, nemmeno quelli. Fa molta più notizia una rissa a piazza Bellini, nel cuore della città, che un morto ammazzato a Casavatore. Per definizione, la periferia nessuna se la fila, è questa la realtà, e cosi’ che i problemi vengono messi “sotto al tappeto”.

E se si provasse, almeno una volta, a seguire il percorso inverso ovvero partire dalle periferie per arrivare poi al cuore cittadino per ripulire senza nascondere niente sotto al tappeto?

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