MESTIERI ANTICI – ‘O PURMONE PE ‘E JATTE

Prima dell’avvento e della diffusione dei supermercati e dei negozi specializzati, prime delle pubblicità in tv, dove si comprava il cibo per i gatti ed i cani?

In quell’epoca passata, che immaginiamo dai toni seppia ma che in realtà forse aveva più colori, e più brillanti, del nostro presente, non era pensabile recarsi alla salumeria sotto casa per comperare delle scatolette. Eh, no. Bisognava attendere un segno, un suono.

Un suono, il tintinnio provocato dallo sbattere di due ferri annunciava che era arrivato il venditore di cibo per gatti, più spesso una donna, che si addentrava nel quartiere per offrire ai gatti il polmone, ‘o purmòne pe ‘e jatte, una vera leccornia, il massimo delle pretese, all’epoca, per i gatti delle famiglie medio-borghesi di Napoli.

A quel suono tutti i gatti di strada si radunavano andando all’assalto di quella donna, vestita di stracci logori e scarpe consunte, puntando la cesta contendete le frattaglie che la venditrice poggiava in testa, protetta da un fazzoletto arrotolato, mentre i felini domestici dirizzavano le orecchie e davano vita ad una “danza” rituale per richiamare l’attenzione dei padroni.

La venditrice, in strada, assestava qualche colpo di coltello alla carne per ridurla in piccoli pezzetti che poi raccoglieva in pacchetti da distribuire ai clienti che attendeva in coda.

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