Il #Napoli qui non è solo calcio, non lo è mai stato, né prima né dopo #Maradona. Il pallone è passione, intesa anche come quella di stampo cristiano, la sofferenza, perché l’attaccamento ai colori del Napoli dà vita ad alternanze di gioie e dolori, contrasti emozionali di cui l’animo umano necessità per poter sopravvivere ed evolversi, perché la mercificazione del tifo nasce anche dall’esigenza di un popolo di lavorare e di portare il pane a tavola, perché a volte, più spesso di quanto si pensi, c’è l’estremo bisogno di rifugiarsi in un mondo ideale per superare le recinzioni imposte da quello reale.

Riscatto sociale o rivalsa direbbe qualcuno, in realtà, forse, si dovrebbe parlare di spirito identitario e di attaccamento alle proprie origini ed il pallone è qualcosa di materiale, immateriale, concreto, spirituale, immediato ed eterno. È qualcosa che gli altri possano attaccare, smontare e calpestare ma non distruggere del tutto, è qualcosa che resta per sempre ed in ogni luogo, in ogni anfratto della mente.

In effetti, qui si tratta di necessità, necessità primaria. Forse a qualcuno tutto ciò farà storcere il naso o ridere. Forse qualcuno penserà che nella vita quel che conta è lavurà, lavurà, lavurà, il che lo è lo è molto, ma le passioni ed i sogni non lo sono altrettanto? Con il lavoro si porta il pane a casa e si costruiscono le città ma è con i sogni e le idee che i popoli e le città restano in eterno, sogni i sogni il lascito per le generazioni future.

Di Fabio De Rienzo

Fabio De Rienzo, appassionato di poesia, letteratura e fotografia. Insieme a Salvatore realizza progetti fotografici, editoriali ed eventi a tema sociale.

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