Le ‘caldi’ estate napoletane tra cemento, piombo e sangue.

‘La mafia uccide solo d’estate’- non è soltanto il titolo di un film, e una seria tv ad esso ispirato, del regista e scrittore palermitano Pif (pseudonimo di Pierfrancesco Diliberto), da una frase che uno dei protagonisti utilizza per tranquillizzare suo figlio, ma anche e soprattutto un avvertimento, una triste realtà.

In verità le mafie non uccidono soltanto d’estate ma è proprio durante le stagioni più ‘calde’ che gli attentati e le stese avvengono con maggiore frequenza ed eseguite in maniera più sfacciata. Questo è ciò che racconta la cronaca attuale e quella degli ultimi anni.

-La cronaca odierna Quella che si sta affrontando, infatti, sembra che continuerà ad essere lunga estate calda di terrore nel napoletano. A Pianura, quartiere nella periferia occidentale di Napoli, è in corso una faida tra il gruppo criminale guidato da Antonio Carillo, nato dalle cenere del clan Pesce-Marfella, e quello di Antonio Calone, attivo in via Comunale Napoli e proprio nell’ ex fortino dei Pesce, via Evangelista Torricelli. Proprio in via Torricelli, zona delle case popolari, la notte tra il 15 ed il 16 giugno sono stati esplosi almeno 13 colpi d’arma da fuoco, sono appunto 13 i bossoli ritrovati per terra. Sembra che il bersaglio, secondo gli inquirenti, fosse l’edificio dove abita Vitale Perfetto, elemento di spicco del sodalizio Pesca-Marfella. Si tratterebbe quindi di un atto intimidatorio nei confronti di quel che resta dello storico clan che continua ad opera nella zona dove il gruppo di Calone gestisce una piazza di spaccio. Non si tratta infatti del primo raid avvenuto in zona, diversi se ne sono susseguiti nel corso dei mesi e degli ultimi anni.

Ai Quartieri Spagnoli, in vico Lungo San Matteo nel tardo pomeriggio del 19 giugno, due uomini sono stati raggiunti da colpi pistola esplosi da uno scooter in corsa con in sella due giovani. I due uomini, sopravvissuti all’attentato, non erano il vero obiettivo dei sicari. Un errore sin troppe volte verificatosi.

Il 24 giugno in via Teano tra i quartieri di Miano e Piscinola, un 30enne pregiudicato, è stato ammazzato da un commando entrato in azione probabilmente a bordo di uno scooter che avrebbe affiancato quello sui cui viaggiava l’uomo esplodendo due colpi d’arma da fuoco, uno dei quali ha raggiunto il 30enne alla zona cervicale.

Nella serata dell’8 luglio a Caivano, nella zono del Parco Verde, ha avuto luogo una sparatoria. 26 sono stati i bossoli ritrovati sul luogo.

Sempre la notte dell’8 luglio, in vico I del Ponte, zona di confine con la Masseria Cardone, nel quartiere di Miano, alcuni ignoti hanno esploso decine di proiettili contro un terraneo indicato, dagli investigatori, come disabitato. Sono 21 i bossoli ritrovati questa volta.

-Gli episodi più eclatanti degli ultimi anni Era l’11 maggio del 2010 quando Mariano Bacioterracinofuassassinato in pieno giorno in via Vergini, nel Rione Sanità, nel corso di una vendetta. Le immagini del delitto, riprese dalle videocamere di sorveglianza di un bar, fecero il giro del web.

Il 3 maggio 2019 a Piazza Nazionale Noemi Staiano, che all’epoca aveva appena 4 anni, fu ferita quasi mortalmente da un proiettile esploso da Armando del Re. L’uomo cominciò a sparare all’impazzata in pieno giorno per poter centrare il vero obiettivo dell’agguato, Salvatore Nurcaro, 32 anni, ritenuto in passato vicino al clan Reale.

Ci sono dei motivi che si spingono la camorra ad agire in maniera più impulsiva ed imprudente soprattutto i mesi estivi?  Solitamente a causa della calura nei mesi più caldi dell’anno, le strade tendono ad essere meno popolate durante il giorno mentre la sera e la notte vengono ripopolate e questo potrebbero spingere i clan a rivede le proprie strategie decidendo di far intervenire i propri killer o i ragazzi delle stese in orari diurni o pomeridiani.

C’è pero anche l’aspetto psicologico da considerare. Durante l’estate si tende ad essere più rilassati e proiettati mentalmente alle vacanze e al divertimento, motivo che spingerebbe a non ‘far caso’ a certe situazioni criminali che quindi, in questo particolare periodo dell’anno, desterebbero meno indignazione da parte della popolazione. 

“Si, l’aspetto psicologico potrebbe spiegare il fenomeno ma c’è da chiedersi: la camorra spara davvero di più in estate?” – spiega il Comandante della Polizia Locale di Pomigliano d’Arco Luigi Maiello – “I clan purtroppo sparano durante tutto l’anno e questo tipo di reati è del tutto imprevedibile rispetto ad esempio ai furti che avvengono secondo certi schemi, rituali e cicli che la Polizia, attraverso il sistema X-Law, riesce a prevedere e quindi a fare prevenzione.

Oltre alla spiegazione psicologica, c’è anche da considerare un fattore operativo e di praticità.  “Le azioni come le stese necessitano di motocicli, è impossibile utilizzare per lo scopo altri tipi di veicoli, e durante i mesi estivi, quando scooter e moto invadono le strade, un motoveicolo da quindi meno nell’occhio.”- ha concluso il Comandante Maiello.

C’è, inoltre, da considerare la questione ‘umana’. In estate vengono registrati e denunciati un numero elevatissimo di risse, di litigi in strada, sono molto frequenti le discussioni anche tra vicini di casa, basta un nonnulla perché la gente vada in escandescenze. Il caldo, come si suo dire dà alla testa, anche ai camorristi e loro le diatribe le risolvono con le stese o con i ‘pezzi ’(omicidi ndr)

Ma ci si chiede: quando l’estate sarà restituita alla legalità e ai cittadini?

Di Fabio De Rienzo

Fabio De Rienzo, appassionato di poesia, letteratura e fotografia. Insieme a Salvatore realizza progetti fotografici, editoriali ed eventi a tema sociale.

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